STRAY MIAAO

Il cuNeo gotico 2014

 

LE REGINE NEOGOTICHE

Mostra di Titti Garelli

 

Mondovì, Chiesa di Santo Stefano

12 aprile – 11 maggio 2014

 

Primo importante appuntamento del 2014 del progetto Il cuNeo gotico, è la mostra personale dell’artista torinese Titti Garelli, intitolata Le regine neogotiche e allestita a Mondovì, nella Chiesa di Santo Stefano, da sabato 12 aprile a domenica 11 maggio.

 

Titti Garelli, che ha insegnato illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Cuneo, in occasione dell’esposizione proporrà tra le sue Regine neogotiche, oltre a quelle che rinviano a un’iconografa medievale e rinascimentale, inglese e italiana (ma anche africana e tropicale), pure una assolutamente inedita Monregaleisa e un’Albeisa. Un doveroso omaggio a Mondovì e al suo Carnevale, e un altro utile invito a rielaborare il patrimonio pittorico gotico, in senso proprio, locale, dagli eccezionali affreschi del Castello della Manta nel Saluzzese a quelli meno conosciuti, ma altrettanto notevoli, del Monregalese.

 

Titti Garelli, Lady Lust. Monregaleisa, 2014, acrilico su tavola, 40x30x4 cm.

 

Titti Garelli da anni lavora principalmente sul tema della rappresentazione della figura femminile, sovente adolescenziale o infantile, sempre inquieta o perturbante: come le sue Bambine cattive esposte sino a ieri con successo in molte gallerie d’Italia, Europa e Stati Uniti, o come queste sue Regine neogotiche, esibite in anteprima assoluta a Mondovì. Ma Garelli è anche una famosa illustratrice che ha collaborato con grandi agenzie di pubblicità e con prestigiosi editori.

 

La decisione di aprire la stagione espositiva 2014 del progetto Il cuNeo gotico con Titti Garelli è quindi fondata su due ragioni. La prima: nel neogotico - letterario, cinematografico, artistico che sia – la figura femminile è centrale. Si tratti di fanciulla perseguitata o di belle dame sans merci o di dark lady, è un vero e proprio “fantasma” per i cultori del genere. La seconda: pur espressivamente autonome, autoprodotte, senza committenza, queste regine riferiscono di un’estrema perizia tecnica e comunicativa, di una eccezionale esperienza di “arte come mestiere”, come diceva Bruno Munari.

 

Titti Garelli, Regina rossa con Sphinx, 2012, acrilico su carta applicata su alluminio, 37x32 cm.

 

Infine, occorre ricordare, Titti Garelli ha referenze eccellenti per questa impresa, come già titolare del corso di illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Cuneo. Con questa mostra, in conclusione, negli intenti del direttore artistico del progetto Il cuNeo gotico Enzo Biffi Gentili, si vuole radicalmente contestare ogni vecchia, ma resistente, gerarchia tra arti “maggiori” e “minori” (quella per cui un genio storico dell’illustrazione e delle arti tout court, Brad Holland, ha dichiarato che “gli unici rimasti in America a non essere artisti sembra siano gli illustratori…”) e dimostrare, a partire dalle smaglianti e conturbanti reginette di Titti Garelli, che aveva - e ha ancora, soprattutto in tempi di crisi - ragione il vecchio segretario della Biennale di Venezia Antonio Fradeletto quando scriveva ne L’arte nella vita (Laterza, Bari 1929): “bisogna, insomma, diminuire, diminuire di molto il numero eccessivo degli artisti presuntuosi e impotenti per aumentare quello dei buoni artefici e dei buoni arteri”.

 

Titti Garelli, Pavonia , 2013, acrilico su tela con fondo in foglia d'oro , 90x140 cm.