STRAY MIAAO

 Il cuNeo gotico 2016

 

ARTIERI FANTASTICI

Capolavori d’artedesign

 

Cuneo, Complesso monumentale di San Francesco

24 settembre-27 novembre 2016

 

IL CUNEESE HA UN'ANIMA GOTICA

Il progetto triennale 2014-2016 Il cuNeo gotico, promosso dalla Fondazione CRC, è nato per rivendicare un primato architettonico poco noto del Cuneese: la presenza di un patrimonio di monumenti neogotici straordinariamente rilevante a livello internazionale. La strategia di valorizzazione di questo patrimonio si è basata negli anni passati su un’ipotesi di lettura del neogotico come “genere permanente” ancor attuale in varie forme nella letteratura, nella musica e nelle arti e sull’organizzazione di eventi espositivi, spettacolari, didattici dedicati a queste discipline. Per siglare la conclusione del progetto Il cuNeo gotico è programmata una grande mostra che sarà allestita nell’autunno 2016 nell’ex splendida chiesa tardogotica - una piccola cattedrale- di San Francesco a Cuneo, restaurata con il determinante contributo della Fondazione CRC, intitolata Artieri fantastici. Capolavori d’artedesign. È un’esposizione di arti applicate: scelta compiuta non a caso, dato che la rivalutazione dell’alto artigianato è stata per la prima volta sostenuta in Europa da illustri protagonisti del movimento neogotico e del restauro dei monumenti: John Ruskin e William Morris; Eugène Viollet-le-Duc e Prosper Mérimée; Camillo Boito e Alfredo d’Andrade… E occorre anche ricordare che il Gotico originario, quello medievale, fu caratterizzato dalla nascita delle prime corporazioni e organizzazioni di mestieri d’arte, a partire dai tagliatori di pietre e dai carpentieri, costruttori delle Cattedrali.

 

Mostra Artieri fantastici. Ex Chiesa di San Francesco, Cuneo. Allestimento del Tempio degli Artieri.

Progetto di Enzo Biffi Gentili. Foto di Paolo Viglione.

 

L'OMAGGIO AL COMPAGNONAGGIO E AI "CAPOLAVORI"

Per le precedenti ragioni partecipano alla realizzazione della mostra Artieri fantastici, curata dal Seminario Superiore di Arti Applicate/MIAAO della Congregazione dell’Oratorio di Torino, guidato da Enzo Biffi Gentili -già incaricato nel 2013 dalla Fondazione CRC della direzione artistica del progetto Il cuNeo gotico- la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte di Milano e, fatto eccezionale per l’ Italia, i Compagnons du Tour de France, Fédération nationale compagnonnique des métiers du bâtiment di Parigi. Si tratta di una delle tre organizzazioni rappresentative del Compagnonnage (cfr. approfondimento a fine comunicato) dichiarato nel 2010 Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità UNESCO: i veri eredi quindi di una venerabile tradizione vivente di artigianato “esoterico”, gemmata ai tempi del “mistero delle Cattedrali” e tuttora operativa. Alcuni chefs-d’oeuvre dei Compagnons in legno, pietra e altri materiali saranno raccolti nell’abside di San Francesco come prestigiosa sezione iniziale.

 

 Alexandre Croibier-Muscat, Escalier courbe, 2008, noce, sicomoro, zoccolo laccato, 58,5x85x75 cm. Chef-d’oeuvre (maquette de réception) realizzato dopo quattro anni di Tour de France

 in 150 ore di lavoro. Foto Guy Renaux.

 

Di fronte, nella prima metà della navata centrale saranno esposti “capi d’opera” di eminenti artisti e designer italiani dalla fantastica perizia tecnica, rarissima nell’arte contemporanea. Tutti i loro artefatti sono ispirati a simboli e strumenti del costruire, quali una putrella e un tassello a espansione, maiuscolo, in marmo bianco di Fabio Viale, Premio Cairo per la Scultura 2015; una “pietra squadrata” e una “pietra grezza” in ceramica di Andrea Salvatori, Premio Internazionale per la Ceramica d’Arte di Faenza 2009; un Archipendolo di Mario Mondino in acciaio, legno e laminato Abet, una Squadra-arpa di Daniele Beccaria in ferro e LED; due “colonne illuminate” in vetro e una “cattedra” in acacia e bosso di Gianfranco Coltella… Quasi tutti grandi artieri originari del Cuneese.

 

 Gianfranco Coltella per Le Meduse, Trono cuNeo gotico, 2016, bosso, acacia, chiodi di rame, finiture con bruciatura a fiamma, olio di lino, gommalacca, 213x180x70 cm; Colonne luminose MJ e PS, 2016, vetro riciclato, LED, 200x40 cm. Foto Alessandro Martino.

 

SETTE CAPPELLE PER SETTE SORELLE

 Ancora a proposito di primati “locali” misconosciuti va ricordato che la “Provincia Granda” con la presenza del maggiore patrimonio neogotico nazionale può rivendicare quella di aziende che hanno scritto capitoli fondamentali nella storia del design mondiale: la Abet Laminati di Bra, che nel 2016 celebra il settantesimo anniversario della fondazione; la Gufram di Barolo, della quale ricorre il cinquantenario, e un’altra “pietra angolare” del Made in Italy, più artigianale, la Salvi Harps di Piasco che crea strumenti utilizzati da grandi musicisti internazionali e che nel 2016 festeggia il decennale dell’apertura al pubblico del suo museo aziendale. Tre “fabbriche estetiche”, tutte presenti in mostra, che nella loro produzione possono anche annoverare suggestivi artefatti “neogotici” o “neomedievali”… A partire da questo dato di fatto la seconda sezione di mostra, denominata Sette cappelle per sette sorelle (le sette cappelle sono quelle agibili della ex chiesa di San Francesco, le “sette sorelle” sono le principali città del Cuneese: Alba, Bra, Fossano, Mondovì, Saluzzo, Savigliano e Cuneo) documenterà la ricerca di connessioni significative con uno specifico genius loci neogotico e “fantastico” del territorio, con un particolare savoir faire artistico-industriale e artigianale. Nelle sette cappelle della chiesa manifatture e artieri presenteranno capi d’opera realizzati da laboratori e manifatture locali, o comunque iconograficamente collegati al territorio, a partire dagli affreschi e dalle collezioni esistenti nel complesso monumentale di San Francesco.

 

 

Gufram, Barolo, Provincia di Cuneo su disegno di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari/TOILETPAPER, The End, 2016, seduta, poliuretano espanso, vernice Guflac®, 60x36x22 cm, 3 kg.

 

Alcune anticipazioni: una cappella verrà destinata a ex voto contemporanei, ispirati a quelli storici conservati nel Museo Civico annesso a San Francesco; il mosaicista Giuliano Babini ridedicherà un’altra cappella a Sant’Antonio Abate e a un suo attributo fondamentale, esponendo un prezioso maiale mosaicato e dorato; l’architetto e designer Ugo La Pietra, Compasso d’Oro ADI alla carriera 2016, ha progettato per la cappella più spettacolare, magistralmente decorata nel ‘700 con trompe-l’oeil architettonici, un mobile “ad archi rampanti” realizzato dalla Falegnameria Mano di Sommariva Perno, fondata nel 1820, che conterrà sei ceramiche Casette per l’Aldilà allusive al gotico locale e internazionale, plasmate da Manuela Incorvaia nel suo atelier di Castiglione Tinella. Sempre per quanto riguarda la ceramica vanno segnalate almeno due altre eminenze artigianali “locali”: il laboratorio Besio 1842 di Mondovì e, vera sorpresa, il Musée de la Poterie di Vallauris, la città francese dove debutto il Picasso ceramista, ma che è proprietà di Michel Ribero, la cui famiglia è originaria di Pradleves in Valle Grana: un clamoroso, e forse definitivo, ritorno in patria. E molto altro, sino a terminare con la cappella sottostante a un affresco raffigurante la tragica morte di Giuda Iscariota, reinterpretato tridimensionalmente con una perturbante scultura tessile di Silvia Manazza…

 

Mostra Artieri fantastici. Ex Chiesa di San Francesco, Cuneo. Cappella ridedicata alla Corporazione degli Architetti. Installazione di Ugo La Pietra con casette ceramiche di Manuela Incorvaia e mobile di Falegnameria Fratelli Mano. Foto di Paolo Viglione.

 

QUATTRO FANTASTICI

Il settore finale dell’esposizione, intitolato Quattro fantastici artieri del tratto, sarà dedicato a illustrazione, comics e graphic novel (le arti del disegno un tempo erano regolarmente documentate nelle esposizioni di arti decorative, e oggi sono state nuovamente a pieno titolo inserite dalla Fondazione Cologni tra i Mestieri d’Arte). E si sono individuati quattro disegnatori affermati a livello nazionale e oltre, ma biograficamente tutti legati al Cuneese, dallo scomparso Attilio Mussino (Torino 1878 - Cuneo 1954) celebre per Bilbolbul, considerato dagli specialisti come il primo fumetto italiano, e per un suo notissimo Pinocchio, agli attivissimi Marco Corona, Marco Cazzato e Giorgio Sommacal. Tutti, guarda caso, caratterizzati, in varie misure e modalità, drammatiche o umoristiche, da un “lato oscuro” o “mostruoso”: nuova testimonianza dell’esistenza, clamorosa ma sinora storicamente e criticamente non rilevata, di una “anima gotica” del Cuneese.

 

Giorgio Sommacal, Rinocerocchio, 2010, matita, ecoline e caffè su carta, 30x40 cm.

Marco Corona aka Marcio Cancrena, dalle serie Cosario, 2016, inchiostro su carta, 33x48 cm.

 

SCHEDA DI MOSTRA

Titolo

Artieri fantastici. Capolavori d'artedesign

 

Direzione artistica e curatela

Enzo Biffi Gentili /Seminario Superiore di Arti Applicate MIAAO

 

Sede

Complesso monumentale di San Francesco, Cuneo

 

Date e orari di apertura

da sabato 24 settembre a domenica 27 novembre 2016

da martedì a domenica dalle 15.30 alle 18.30

 

Inaugurazione

venerdì 23 settembre ore 18

 

Ingresso libero

 

Info

Museo Civico Cuneo 0171 63 41 75

SSAA/MIAAO 011 56 111 61 - miaao.museo@gmail.com

Foto Silvia Virgillo - Puntuale.

 

 

Breve nota sul Compagnonnage francese

 

Il Compagnonnage francese rappresenta la più antica forma vivente di associazione di artieri altamente specializzati, soprattutto nei mestieri della costruzione, caratterizzata dalla trasmissione di saperi progettuali e manuali, da un impegnativo iter formativo, dal mutuo soccorso tra i suoi membri. Iscritto nel 2010 dall’UNESCO nel Patrimonio culturale immateriale dell’umanità, il Compagnonnage ha un’origine che risale al Medioevo e all’epoca della costruzione delle Cattedrali. La necessità di conservare al suo interno un “segreto” professionale operativo, e il conflitto con le corporazioni cittadine di arti e mestieri che intendevano agire in regime di monopolio, sono tra le cause di alcuni peculiari aspetti del Compagnonnage: la vita comunitaria ed errabonda, l’apparato simbolico, i riti esoterici. Si è attestata nel tempo una leggenda secondo cui il Compagnonnage nacque addirittura ai tempi dell’erezione del Tempio di Salomone, quando due maestri d’opera di quell’immane fabbrica, il Maître Jacques, capo dei tagliatori di pietra, dei falegnami e dei muratori, e il Père Soubise, architetto e responsabile dei carpentieri, emigrarono in Francia. La venerazione dei Compagnons per queste figure mitiche, non citate nella Bibbia, accanto ad altre loro pratiche eterodosse, hanno in passato provocato sospetti da parte della Chiesa e dei Re, mai tuttavia tradotti in vere persecuzioni. Anche la similarità di alcuni emblemi del Compagnonnage e della posteriore Massoneria ha creato diffidenze, infondate, data l’adesione di quasi tutti i Compagnons o al cattolicesimo o alla riforma, e la loro netta presa di distanza da quella società segreta. Al di là di queste sembianze misteriche, il Compagnonnage è considerato nella realtà un antesignano del movimento operaio e sindacale francese, e proprio nelle sue legittime pretese di rispetto e riconoscimento del lavoro e delle retribuzioni, nell’organizzazione di scioperi e nell’interdetto con il quale colpiva addirittura intere città colpevoli di non adeguarsi alle sue richieste, consisteva la ragione di molte contestazioni della sua natura. Superata anche un’altra crisi storica, ma di natura esclusivamente produttiva, quella di una rivoluzione industriale che ovunque sembrava rendere sorpassato l’artigianato, i Compagnons si sono rifondati e sono giunti sino ai nostri giorni senza però mai rinunciare ad alcuni punti fermi relativi alla formazione degli aspiranti e degli apprendisti. A esempio l’obbligo della realizzazione di un chef-d'œuvre, o capo d’opera, o “capolavoro”, sia al momento della domanda di accettazione sia al momento del termine della formazione, di un oggetto non meramente utilitario, ma simbolico di raggiunta perizia ideativa ed esecutiva, a volte estrema, quasi “astratta”. E ancora la necessità di compiere un Tour de France, un viaggio di studio e lavoro presso i Maestri di vari mestieri d’arte, facendosi ospitare presso sedi locali, o cayennes, governate da una madre o Mère (per otto secoli le uniche donne ammesse nel Compagnonnage, difatti solo dal 2005 si possono ammettere apprendisti di genere femminile). Sempre relativamente alle aperture, soprattutto dal XIX secolo hanno iniziato a essere accolti tra i Compagnons anche esponenti di altri mestieri: dai calzolai ai panettieri-pasticceri. Oggi il Compagnonnage, rappresentato in Francia da tre maggiori organizzazioni riconosciute abbastanza disposte a collaborare tra di loro  -in passato furono frequenti contrasti, anche sanguinosi- gestisce alcuni tra i CFA ovvero Centres de Formation d'Apprentis più qualificati e prestigiosi d’Oltralpe, e conduce cantieri particolarmente delicati, ad esempio assicurando a complicati interventi di restauro un savoir faire garantito da secoli d’esperienza. Inoltre sovente un Compagnon si è aggiudicato quel titolo di MOF ovvero Meilleur ouvrier de France che ogni quattro anni viene attribuito con una cerimonia che si svolge alla Sorbona e all’Eliseo. Il Compagnonaggio oltre la Francia è poco presente in Europa: parzialmente in Germania, e in misura minore in Belgio, Svizzera e alcuni Paesi nordici. In Italia è da sempre stato assente -solo qualche studioso ipotizza antichi rapporti con i nostri Maestri comacini- quindi la loro partecipazione alla mostra Artieri fantastici rappresenta un fatto storico, obbiettivamente.