ORATORIO RIELABORATO

Omaggi all'ombra di Juvarra

Oratorio di San Filippo Neri. La platea, restauro Società Rava&C, poltrone True Design. Foto Pino Dell’Aquila.

 

L’Oratorio di Torino, edificato sul sagrato della juvarriana Chiesa Maggiore di San Filippo Neri e che fu anch’esso “inventato, e disegnato dall’abate, e cavalier D. Filippo Juvara primo architetto di Sua Maestà” come scrisse il Conte di Tavigliano nel 1758, è stato restaurato grazie a un contributo determinato dalla Regione Piemonte a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

 È stato per la prima volta pubblicamente presentato il 25 settembre 2015, a 300 anni dall’inizio dei progetti di Filippo Juvarra per i Filippini torinesi nel 1715, e a 500 anni dalla nascita di San Filippo Neri nel 1515.

Gaetano Perego (attribuiti a), Affreschi sulla volta dell’Oratorio di San Filippo Neri a Torino, circa metà XVIII secolo, restauro Società Rava&C. Foto Pino Dell’Aquila.

 

Va ricordato che l’Oratorio, oltre a essere una notevolissima architettura religiosa settecentesca, che conserva opere di autori di “eccellente pennello” come Sebastiano Conca e Mattia Franceschini e affreschi di Gaetano Perego, è un Oratorio nel significato più vasto del termine, da sempre. Infatti, circa tre secoli prima della fondazione da parte di San Giovanni Bosco e dei Salesiani dei loro Oratori come luoghi di aggregazione, fu proprio San Filippo Neri, nel 1550 circa, a istituire il primo Oratorio della storia con funzioni religiose e culturali, sociali ed educative distinte da quelle liturgiche. L’intervento compiuto sull’Oratorio torinese di San Filippo Neri ha quindi rispettato e potenziato una destinazione originaria, mai venuta meno nel tempo, e accentuata dal punto di vista culturale dalla contiguità con le gallerie del MIAAO Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi, la cui gestione è assicurata dal Seminario Superiore di Arti Applicate della Congregazione.

 

Sebastiano Conca, San Filippo in adorazione della Madonna, prima metà XVIII secolo, olio su tela, Oratorio di San Filippo Neri, Torino. Restauro Società Rava&C. Foto Bertoli.

 

Al di là quindi del restauro, effettuato dalla Società Rava & C., di uno straordinario insieme architettonico e decorativo, che di per sé rappresenta un nuovo richiamo turistico-culturale nel pieno centro aulico urbano, la sua messa in sicurezza e l’installazione di adeguata impiantistica illuminotecnica, sonora e multimediale consentirà di moltiplicare occasioni sia di incontri, conferenze, convegni che di spettacoli. Ed è da notare che altri impianti come quelli di climatizzazione, resi “invisibili”, sono basati su energie rinnovabili, alimentati con sonde geotermiche, e tutti, compreso quello di illuminazione, perseguono, con l’adozione di nuove tecnologie, risparmio energetico ed economie di gestione. E la Congregazione metterà ora tutto ciò anche a disposizione di iniziative pubbliche o private, purché qualificate.

Per quanto riguarda il progetto architettonico iniziale di Marina Gariboldi pur rifuggendo da qualsivoglia intervento “in stile”, si è perseguito un disegno di “innovazione basata sulla tradizione”. E il direttore artistico dell’intervento sull’Oratorio, e del Seminario Superiore di Arti Applicate/MIAAO, Enzo Biffi Gentili, ha commissionato particolari “capi d’opera” ad artieri eccellenti, come è sempre avvenuto in San Filippo dai tempi del Piffetti ai giorni nostri. Questi artefatti sono sovente dichiarati omaggi a Juvarra e al Barocco: a esempio nella nuova reception un grande corpo luminoso a sospensione in ceramica è stato foggiato da Andrea Salvatori, vincitore nel 2009 del Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea di Faenza, in forma di “stella di Juvarra”.

 

Oratorio di San Filippo Neri. La nuova reception (particolare). Installazione di Enzo Biffi Gentili, artefatti: stella ceramica di Andrea Salvatori, desktop di  Andrea Bouquet, consolle tessile di Silvia Manazza, quadro di Lucio Saffaro, montaggi speciali di Attitudine Forma. Foto Pino Dell’Aquila.

 

Anche il nuovo palco, costruito con la consulenza di esperti in ingegneria acustica da una manifattura insignita del marchio Piemonte Eccellenza Artigiana, resuscita nelle sue supergrafiche curate da Undesign motivi ornamentali precedenti ora occultati, rielaborati. La frequente citazione è però sempre corretta e attenuata da una “degradazione”, relativa al materiale o al linguaggio, per cui il desk di accoglienza dalla sagoma barocca costruito da Andrea Bouquet in puro candido acero è “contaminato” da innesti in poveri legni di recupero, da cassa da imballaggio; una consolle neorococò dell’artista tessile Silvia Manazza appare “molle” perché composta con tele di vecchi materassi imbottite e armate; infine, è stato allestito da Enzo Biffi Gentili con Attitudine Forma un “gabinetto cinese”, decorato con ceramiche di Francesco Raimondi da Vietri sul Mare e di Kerasan di Civita Castellana -un “vaso” è stato realizzato in rosso sangue di bue in un unico esemplare- ma che a differenza di quello juvarriano a Palazzo Reale è anche molto “funzionale”…

 

Oratorio di San Filippo Neri. Il gabinetto cinese (particolare). Installazione di Enzo Biffi Gentili, artefatti: tarsia pavimentale di Aldo Arpaia, pannello ceramico di Franco Raimondi, grafica di Undesign, montaggi speciali di Attitudine Forma. Foto Pino Dell’Aquila.