comunicato stampa

HOLYMPIC MIAAO. CLOCK WORK MIAAO

11 febbraio 2006 ore 17.00

MIAAO Torino – San Filippo Neri - via Maria Vittoria 5


RINASCE L’OROLOGIO SETTECENTESCO DEI FRATELLI MARTINA IN SAN FILIPPO NERI

Accanto all’intervento temporaneo in situ di Ugo Marano, nella galleria del piano terra del MIAAO  si potrà ammirare un’altra nuova e spettacolare installazione, ma permanente. Si tratta del settecentesco orologio della torre campanaria della Chiesa di San Filippo Neri, realizzato dai Fratelli Martina, allora orologiai di Sua Maestà, ‘trasferito’ e rimontato, reso di nuovo perfettamente funzionante dall’artista applicato all’orologeria Alberto Gorla, su di una nuova struttura portante, e dotato di un nuovo quadrante disegnato dai grafici di Bellissimo, già autori del logo del Museo. L’orologio preannuncia il contiguo bar del MIAAO progettato da Studio Kha come un bar anch’esso ‘a orologeria’, dotato di un meccanismo atto a segnare non già il tempo ma la fortuna: una lucky wheel nella quale ruoterà la stella di Filippo Juvarra, storico ‘logo’ di San Filippo a Torino.

Alberto Gorla, attivo a Cividale Mantovano, fabbro di formazione, autore del restauro dell’orologio di San Filippo Neri, è attualmente tra i più noti esperti e artieri di antica orologeria meccanica a livello internazionale. Basti citare, a conferma di una perizia straordinaria, solo alcuni suoi lavori maiuscoli. Nel 1989  ricostruisce tutta la macchina astronomica dell’orologio pubblico di Mantova, montato per la prima volta nel 1473 da Bartolomeo Manfredi. Nel 1993 costruisce ex novo l’Orologio dei Pianeti di Lorenzo della Volpaia, contemporaneo di Leonardo da Vinci, su commissione del Museo di Storia della Scienza di Firenze Nel 1998-99, convocato dalla Direzione dei Civici Musei di Venezia, con il sostegno della Maison Piaget restaura e reinstalla completamente il meccanismo dell’orologio astronomico-astrologico dei Mori di Piazza San Marco, realizzato cinquecento anni prima dai fratelli Ranieri di Reggio Emilia.  Nel 2000 a Brescia riattiva l’orologio astronomico di Piazza della Loggia e col nuovo secolo, pur proseguendo nel lavoro di restauro che lo ha reso celebre, sempre di più ama progettare e realizzare macchine del tempo in collaborazione con esponenti del design contemporaneo.


Nota storica
L’importante meccanismo di foggia settecentesca che scandiva il tempo dal campanile della Chiesa di San Filippo Neri a Torino è un esemplare piuttosto raro sia per la forma e il numero dei treni che ne completano il funzionamento, sia per la sua singolare suoneria. E’ un orologio ‘firmato’ e datato: fu infatti realizzato, come dimostra una targa apposta sull’intelaiatura, dai Fratelli Martina, allora operanti nella capitale subalpina, nel 1775. I Martina, costruttori di meccanismi in ferro battuto forgiato che probabilmente svolgevano quest’arte da generazioni, furono attivi a Torino e a Praga tra Settecento e Ottocento.  Enrico Morpurgo nell’edizione del 1974 suo Dizionario degli orologiai italiani  dedica loro le due seguenti voci:
“MARTINA – Orologiaio di probabile origine italiana, lavorava in Praga. Progettò al principio dell’Ottocento un orologio a ripetizione che suonava ore e quarti.”
“MARTINA Carlo – Venne nominato l’8 ottobre 1816 orologiaio del Re a Torino. Un suo orologio d’argento faceva parte della collezione Parisi a Milano.”

Nota tecnica
L’orologio di San Filippo è un meccanismo monumentale  in ferro battuto forgiato a mano, a quattro treni posti a spalla e racchiusi da una intelaiatura sempre in ferro, molto probabilmente recuperata da un orologio del secolo precedente, dalle dimensioni di 110x200x90 cm. E’ dotato di un tipico scappamento settecentesco a caviglie, regolato da un pendolo da cm. 160 di lunghezza. Ogni treno è composto da tre assi, con grandi ruote e  pignoni a gabbia, mentre le suonerie sono del tipo a partiora. E’ dotato di una particolare soneria per ore, con ribotta, tempo e quarti, e ripetizione delle ore, provvisto di cinque martelli che battono su quattro campanelle.

Nota di restauro
Il Seminario Superiore di Arti Applicate della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri di Torino ha affidato il restauro dell’orologio al celebre specialista Alberto Gorla di Cividale Mantovano. Il meccanismo risultava completo di tutti i suoi componenti originali: è stata aggiunta solo una ruota di collegamento che ingrana col pignone dell’asse  verticale del quadrante sovrastante che muove la lancetta che compie un giro ogni dodici ore. L’orologio è stato posizionato su di un nuovo supporto in ferro dipinto in rosso RAL 3000, che richiama, nel suo contrasto con il nero, la “livrea” delle strutture metalliche progettate per il restauro del MIAAO dallo Studio Kha, nel quale è stato installato un meccanismo per il recupero dei pesi motore, mossi da un motore elettrico. L’intervento è stato progettato come completamente reversibile, per un eventuale ritorno all’originale carica manuale. Per i pesi motore è stata adottata su suggerimento di Enzo Biffi Gentili, direttore del MIAAO, una soluzione innovativa: sono state montate pile di dischi regolamentari da sollevamento pesi. Una scelta che si è rivelata fondamentale sia dal punto di vista estetico, esaltando la storica poetica heavy metal della macchina, che tecnico, consentendo, con un carico progressivo, una precisa regolazione dei meccanismi.
Il quadrante originario con le ore in 12, posto sulla muratura esterna del campanile di San Filippo, portava i numeri romani dipinti su intonaco. L’ irrecuperabilità di questo quadrante ha indotto i Padri Filippini a concepire figurativamente il vecchio orologio restaurato e riattivato come un nuovo skeleton: è stato quindi realizzato un quadrante in vetro, per consentire la perfetta leggibilità del meccanismo retrostante, sul quale sono state incise, su progetto grafico di Bellissimo, nuove cifre romane (adottando il font Vendetta di Emigre, basato sulla rielaborazione di caratteri italiani, già usato per il logo del Centenario dell’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902) e gli emblemi della Congregazione dell’Oratorio di Torino e del MIAAO. Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi, il tutto ‘rialzato’ in foglia d’oro dagli “artigiani eccellenti” piemontesi Fratelli Tirrito. 

 

Press release

HOLYMPIC MIAAO. CLOCK WORK MIAAO

11 February 2006, from 5 pm

MIAAO Turin – San Filippo Neri - Via Maria Vittoria 5


THE MARTINA BROTHERS’ EIGHTEENTH-CENTURY CLOCK IN THE SAN FILIPPO NERI CHURCH IS REBORN

Alongside the temporary site-specific intervention by Ugo Marano, in MIAAO’s ground-floor gallery, it will be possible to admire a spectacular new, but permanent, installation: the eighteenth-century clock from the bell tower of the San Filippo Neri Church, made by His Majesty’s Clockmakers, the Martina Brothers, which has been “transferred” and remounted on a new supportive structure, set in perfect working order by the applied artist of clockmaking, Alberto Gorla, and given a new face designed by the graphic artists of Bellissimo, the group which designed the museum’s logo. The clock also serves as an introduction to the adjacent museum bar, designed by Studio Kha to be a “clockwork” bar, equipped with a mechanism adapted not to telling the time but indicating fortune: a lucky wheel in which the architect Filippo Juvarra’s star emblem, historic “logo” of San Filippo in Turin, will rotate.

Alberto Gorla, who undertook the restoration of the San Filippo Neri clock, is a blacksmith by trade and works in Cividale Mantovano. He is an expert on antique mechanical timepieces and one of the best-known craftsmen in this field in the world. We need only cite, as confirmation of his extraordinary artistry, some of his major works. In 1989 he reconstructed the entire astronomical mechanism of the town clock in Mantua, originally built in 1473 by Bartolomeo Manfredi. In 1993, he constructed ex novo the Clock of the Planets by Lorenzo della Volpaia, a contemporary of Leonardo da Vinci’s, on commission from the Museum of the History of Science in Florence. In 1998-99, commissioned by the superintendence of the Civic Museums of Venice, with the support of Maison Piaget, he completely restored and reinstalled the mechanism of the astronomical-astrological Clock of the Mori from Saint Mark’s Square, made five hundred years previously by the Ranieri Brothers of Reggio Emilia. In 2000 he reactivated the astronomical clock in Piazza della Loggia in Brescia and with the new century, while proceeding with the restoration work that made him famous, he became increasingly involved in designing and constructing time machines, in cooperation with contemporary designers.