comunicato stampa

HOLYMPIC MIAAO. DOMESTIC MIAAO
UGO MARANO E LA SUA CERAMICA “ENORME”

12 febbraio – 19 marzo 2006

MIAAO Torino – San Filippo Neri - via Maria Vittoria 5


Riaprirà ufficialmente sabato 11 febbraio 2006, in concomitanza con la prima giornata di gare dei XX Giochi Olimpici Invernali, l’eccentrico MIAAO, il primo museo internazionale dedicato alla “eccellenza dell’eccellenza” artigiana, che promuove il capoluogo piemontese a capitale italiana ed europea delle arti applicate. Sempre Torino diverrà in futuro capitale pro tempore dell’architettura: difatti ospiterà nel 2008 il Congresso Mondiale dell’UIA. Con la riapertura del MIAAO viene siglata anche una “santa alleanza” ufficiale tra arti applicate e architettura, rinnovando una illustre tradizione interpretata nell’ 800 e nel 900 da grandi personaggi come Boito e Ponti.
Ospitato nel complesso monumentale juvarriano di San Filippo Neri, il nuovo museo delle arti applicate riproporrà, parzialmente riordinata e integrata, una selezione della collezione permanente del museo all’interno della galleria al primo piano, solo brevemente pregustata durante l’affollatissima pre-view del 12 e 13 novembre 2005.
Ma l’apertura di febbraio offrirà anche la possibilità di visitare la prima tra le mostre personali temporanee previste nella galleria del piano terra del bene architettonico. Si tratta di una installazione, realizzata appositamente da Ugo Marano, intitolata Sette vasi per la casa sacra: quella torinese di San Filippo e dei Padri dell’Oratorio. Dunque, a soli due anni di distanza dalla manifestazione Artigiano metropolitano, diventa un’attiva realtà la prima istituzione culturale nel nostro Paese esclusivamente dedicata alle arti applicate contemporanee.


LA PRIMA MEDAGLIA D’ORO ITALIANA AI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI TORINO 2006 SARA’ QUELLA PER  LA  CERAMICA, ASSEGNATA AL MIAAO
La mostra personale di Ugo Marano Sette vasi per la casa sacra è il risultato di una straordinaria performance estetica e tecnica: i sette vasi “maestosi” sono stati cotti, insieme, in un “forno epocale”, appositamente costruito a Vietri sul Mare sulla Costiera Amalfitana. I vasi, tutti foggiati e decorati personalmente da Marano con l’assistenza della giovane figlia Enrica, sono spessi sette millimetri: il primo, il più grande, è alto tre metri e tre centimetri; l’ultimo, reclinato e dalla forma di un lacrimatoio, è intitolato Quando muore un filosofo, ed è stato ispirato dalla scomparsa di Norberto Bobbio. Ma non è ‘occasionale’ questa profonda relazione di Marano con la cultura piemontese. Nel recente passato sono state notevolissime le sue collaborazioni con il Direttore del MIAAO Enzo Biffi Gentili per gli allestimenti, nel 1997, de Il tempio ceramico alla Rotonda Antonelliana di Castellamonte e, nel 2002, di una Sala pompeiana al Palazzo Bricherasio di Torino per la mostra Masterpieces nell’ambito di Artigiano metropolitano. Attualmente, Ugo Marano collabora con Peter Latz, Gerd Pfarré e altri architetti italiani del gruppo progettuale STS vincitore del concorso per la realizzazione del nuovo Parco Dora Spina 3 del Piano Regolatore di Torino. La scelta di Ugo Marano come primus inter pares tra gli artisti che saranno chiamati a tenere una personale al MIAAO non discende tuttavia solamente dal suo oggettivo “record” tecnico vascolare (di certo più coerente con il clima olimpico di mostre sui temi del “bianco” o sulla “neve”) o dalle sue frequentazioni subalpine. Si deve infatti a un celebre studioso di estetica, Gillo Dorfles, il giudizio su Marano come artista del nuovo secolo, capace di riflessione simbolica e concettuale ma anche di  sofisticata perizia artigianale, in un nuovo “trionfo della manualità”, e tutto ciò, a febbraio, proprio in una città nella quale “l’arte povera vive di rendita”, perché artisti “come Pistoletto o Kounellis, Merz o Paolini, ripropongono quel che facevano 20 anni fa”. (M. Baudino, Anni ’90 l’arte timida. Intervista con Gillo Dorfles, in “La Stampa”, 27 maggio 1998). La mostra di Marano è promossa dal MIAAO di concerto con la Fondazione Cargaleiro di Vietri sul Mare e con l’AICC. Associazione Italiana Città della Ceramica, che riconosce nei Sette vasi per la casa sacra la massima espressione attuale dell’arte vascolare italiana, e come tale ha voluto ufficialmente presentarla al pubblico internazionale giunto a Torino per i Giochi Olimpici Invernali.

Si ringrazia DROME magazine, media partner dell’evento e MOLESKINE, sponsor tecnico



 

press release

HOLYMPIC MIAAO. DOMESTIC MIAAO
UGO MARANO AND HIS “ENORMOUS” CERAMICS

12th February - 19th March 2006

MIAAO Turin – San Filippo Neri - via Maria Vittoria 5


The official reopening of the eccentric MIAAO will be held on Saturday 11th February 2006, in concurrence with the first day of the 20th Winter Olympic Games.  Thanks to MIAAO, the first international museum dedicated to “excellence in excellence” in artisanship,  Piedmont’s capital city has become the Italian and European capital of the applied arts.  Housed in the monumental San Filippo Neri complex designed by Juvarra, in its first-floor gallery, the new museum of the applied arts, will once more offer the public a selection from its a partially reordered and integrated permanent collection,  briefly exhibited during a crowded preview showing held on 12th and 13th November 2005.  The February opening to the public will also make it possible to visit the first of the temporary personal shows to be held in the ground-floor gallery of this Turin landmark.  There will be an installation made specifically for this space by Ugo Marano, entitled Seven vases for the sacred house,  the sacred house in this case being San Filippo, home to the Fathers of the Oratory in Turin.  Thus, only two years after the exhibition Metropolitan Artisan, the first cultural institution in our country dedicated exclusively to the contemporary applied arts has come into being.  


THE FIRST ITALIAN GOLD MEDAL AT TURIN’S 2006 WINTER OLYMPIC GAMES WILL BE IN CERAMICS, AWARDED TO MIAAO
Ugo Marano’s one-man show, Seven vases for the sacred house is the result of an extraordinary aesthetic and technical performance:  the seven “majestic” vases were baked, together, in an “record-making kiln” constructed specifically for the artist in Vietri sul Mare on the Amalfi Coast.  The vases, all personally shaped and decorated by Marano with the assistance of his young daughter Enrica, are seven millimetres thick:  the first, the largest one, measures 3 metres and 3 centimetres in height; the last, a reclined vase made in the shape of a lachrymatory, whose title is When a philosopher dies, was inspired by the death of Norberto Bobbio.  But Marano’s profound relation with Piedmontese culture is not “occasional”.  Worthy of note in the recent past have been his work together with MIAAO’s director Enzo Biffi Gentili on the show arrangement for The Ceramic Temple held at Rotonda Antonelliana in Castellamonte in 1997; and in 2002, on the Pompei Room in Palazzo Bricherasio in Turin for the exhibit Masterpieces that was part of Metropolitan Artisan.  Ugo Marano is currently working together with Peter Latz, Gerd Pfarré and other Italian architects in the STS project group, winner of the competition for the construction of Parco Dora Spina 3, one of the areas targeted for redevelopment in the City of Turin’s urban development plan.  The choice of Ugo Marano as primus inter pares among the artists that will be invited to hold solo exhibits of their work at MIAAO did not, however, depend solely on his objective technical record in making vases (certainly more consistent with the Olympic climate of theme shows on “white” or “the snow”) or on his sojourns in Piedmont.  It is in fact to the well-known scholar of aesthetics, Gillo Dorfles, that we owe the assessment of Marano as an artist of the new century, capable not only of symbolic and conceptual reflection but of sophisticated excellence in his craft,  in a new “triumph of manual skill”, and all of this, in February, in the city where,  “arte povera is resting on its laurels”, because artists “like Pistoletto or Kounellis, Merz or Paolini, continue to offer what they were doing 20 years ago”.  (M. Baudino, “The Nineties, Timid Art.  Interview with Gillo Dorfles” in La Stampa, 27th May 1998).  The show of Marano’s work is being presented by MIAAO together with Vietri sul Mare’s Fondazione Cargaleiro and AICC, the Italian Association of Cities of Ceramics, which recognizes in Seven Vases for the Sacred House the highest expression in contemporary Italian ceramic art, and as such wishes to present the work officially to the international public coming to Turin for the Winter Olympic Games.


We wish to thank DROME magazine, media partner in the event.