comunicato stampa

UOMINI: UNA PROSPETTIVA RETROSPETTIVA
Mostra a cura di Enzo Biffi Gentili e Giorgia Fiorio

11 novembre 2006 - 7 gennaio 2007

MIAAO Torino - San Filippo Neri - via Maria Vittoria 5


Il tema della  rappresentazione della ‘bellezza virile’ in ‘comunità chiuse’, fondate in buona parte sulla forza fisica, ha trovato a partire dagli anni ’90 una straordinaria originale interprete nella celebre autrice di reportages Giorgia Fiorio, torinese cittadina del mondo da decenni, con le sue immagini di soldati, pugili e legionari, toreri  e pompieri, minatori e marinai (sovente precedenti, e formalmente forse più belle, di quelle dai simili soggetti scattate da Rineke Dijkstra, tuttavia considerata artista “pura”, e una motivata contestazione, come questa, di ogni vecchio “paragone” tra le arti è appunto una delle ragioni di vita del MIAAO).  La mostra Uomini, inedita per l’Italia, è l’occasione per meglio far ri-conoscere in patria uno dei più interessanti nostri talenti creativi a livello internazionale. Ma l’ esposizione al MIAAO  non è solo un ‘atto dovuto’, e il suo titolo indica non tanto il carattere di retrospettiva, quanto di prospettiva, di questo lavoro. Che viene presentato, come prima non era mai avvenuto, solamente attraverso dieci immagini, da lei magistralmente stampate con Jean-Christophe Domenech nel laboratorio La Chambre Noire di Parigi in grande formato 100x100, e montate recto-verso, mostrandone un lato ‘invertito’ (la ‘retrospettiva’ va quindi intesa anche tecnicamente e concettualmente). Questa scelta di ordinamento  al MIAAO vuole mostrare la complessità e l’ambiguità, nell’accezione migliore del termine, dell’opera di Giorgia Fiorio, una sua “terza via” esemplare tra fotografia “documentale” e “formale” che esige diversi livelli di interpretazione. A esempio nella lettura “specialistica” di Gabriel Bauret, la Fiorio iscrivibile tra i “fotografi del reale”, attenta “ai valori del bianco e nero”, “va al di là dei corpi, approda ad altre rive, affronta altre forze. Sono in gioco la forza mentale, la sensibilità, se non addirittura il dubbio e la fragilità”.
L’analisi compiuta da Enzo Biffi Gentili non è divergente, ma differente: accettato il principio della coesistenza in ogni macho di un micio, e al MIAAO non potrebbe essere altrimenti, sottolinea l’evidente ‘fil noir’ che attraversa gli spazi di questi uomini, e che può condurre, più o meno rapidamente o direttamente, alla questione cruciale del rapporto con la morte. Non solo perché questi uomini fanno mestieri pericolosi, ma perché, come insegna Georg Simmel, il concetto di morte è strettamente legato a quello di forma organica, vivente, il cui segreto “sta nel fatto che essa è confine; essa è la cosa stessa e, nello stesso tempo, il cessare della cosa, il territorio circoscritto in cui l’Essere e il Non-più-essere della cosa sono una cosa sola”. Giorgia inoltre con Simmel “rende chiara l’importanza formatrice della morte. Essa non limita, cioè forma, la nostra vita soltanto nell’ora della morte, ma è un momento formale costitutivo della nostra vita, che tinge tutti i suoi contenuti”, appare come forza “plasmatrice della vita”. Secondo Biffi Gentili, queste citazioni del maestro della filosofia della crisi possono divenire spiegazioni alte e persuasive della misteriosa qualità iperestetica e metafisica, formalista e simbolista delle immagini di Giorgia, ove Legionari appaiono come Ofelie…e, nel contempo, la “causa finale” anche dell’attuale lavoro dell’artista, intitolato Il Dono,  ispirato da esperienze religiose.    (Giorgia Fiorio è rappresentata in Italia da Grazia Neri)

Inaugurazione 11 novembre ore 18.00
Apertura dal martedì a venerdì 16.00-20.00 |  sabato e domenica 11.00-19.00