comunicato stampa

MIAAO GUEST ROOM: LO SPIRITO DELLA MATERIA
Opere magistrali di Bosco Sodi  

13 gennaio - 11 febbraio 2007

MIAAO Torino - San Filippo Neri - via Maria Vittoria 5


Il Museo Internazionale di Arti Applicate Oggi  apre la stagione espositiva 2007 nella   Galleria Sottana, che per un mese diviene Guest Room: ospiti l’Istituto Europeo di Design di Barcellona, il critico catalano Joan Abelló, il pittore messicano Bosco Sodi.

Per meglio intendere alcune scelte ‘eccentriche’ nel programma espositivo del MIAAO può funzionare da ‘sussidiario’ un volume curato dal suo direttore Enzo Biffi Gentili, La sindrome di Leonardo. Artedesign in Italia 1940-1975, edito da Allemandi nel 1995. Si tratta di uno studio sulle  relazioni fondamentali, per la storia della cultura del progetto nel nostro Paese, con alcune prove d’arte ‘pura’, di pittura e scultura. A quel libro contribuì con un importante saggio Joan Abelló Juanpere, lo storico d’arte catalano recentemente divenuto direttore del settore Arti Visive dell’Istituto Europeo di Design di Barcellona. In questa sua ultima veste, Abelló ha proposto di occupare la Miaao Guest Room, la ‘stanza degli ospiti’ che si è deciso di allestire periodicamente nella galleria Sottana del Museo, con una mostra dell’artista Bosco Sodi, messicano residente a Barcellona. Bosco, già visiting professor nel corso tenuto da Abelló allo IED della capitale della Catalogna, si caratterizza per una originalissima ricerca materica e cromatica, nella quale confluiscono, in una felice sintesi, molteplici riferimenti: alla materia ‘mitica’, primaria dell’informale di Tàpies; al colore ‘spirituale’ dell’astrattismo di Kandinski; alla materia-colore dell’architettura messicana, da quella popolare a quella ‘laureata’ di Barragán. Una pittura, quella di Bosco Sodi, monocroma ma accesissima, minimale ma iperestetica, artigianale ma coltissima (con Abelló curerà la mostra la giovane antropologa Mirella Ferrera per evidenziare gli aspetti non solamente artistici, ma ‘alchemici’ dell’opus di Bosco). Una pittura ‘autocostruita’ con terre, ossidi, tinte organiche anche desuete come la cocciniglia, con molte connessioni con quella ‘intelligenza delle mani’ predicata dalle arti applicate, e apparentabile ad alcune rare, sofisticate ricerche europee (il belga Bram Bogart, e ancor più  Jorrit Tornquist, il maestro dalla doppia nazionalità, austriaca e italiana, e dal ‘doppio passo’ professionale, da artista e colour-light designer). Con questa esposizione, la Miaao Guest Room si apre a pratiche di scambi culturali internazionali con istituzioni dalla simile ‘missione’ e alla raccolta di artefatti sia ‘simbolici’ che ‘utilitari’ (il MIAAO Drugstore nel Museo è anche una prestigiosissima vetrina per oggetti di design e arte applicata).  Infine la mostra di Bosco Sodi, testimonianza dell’avvio di un proficuo rapporto con gli IED di Barcellona e di Torino, va considerata come  tappa rilevante di un percorso che vedrà il Museo sempre più impegnato a contribuire, per la sua parte, al sostegno della nuova immagine progettuale  di una città destinata a divenire, tra 2007 e 2008, prima World Design Capital e poi sede del Congresso Mondiale di Architettura dell’UIA.

La mostra è stata realizzata in collaborazione con il Consolato Generale del Messico in Milano, la Collezione Irene Cábez - Ignazio Muñoz, la Galleria Art Gaspar di Barcellona e la Galleria Neuhoff di New York.