comunicato stampa

ROSSO+NERO. Futurismo: per un centenario incendiario
Echaurren collezionista artista antagonista
a cura di Enzo Biffi Gentili e Luisa Perlo

20 febbraio- 5 aprile 2009

MIAAO Torino - San Filippo Neri - via Maria Vittoria 5


IL PROGETTO DELLA MOSTRA
A Torino e in Piemonte il Centenario del Futurismo viene celebrato al MIAAO con un evento che dimostrerà un assoluto, misconosciuto, primato “rivoluzionario”, “di sinistra”, della città e della Regione  nell’ambito di quel movimento. La politica, si sa, è questione cruciale, e imbarazzante, per il Futurismo, per le sue liasons dangereuses con il Fascismo. Ma vi fu una exception piémontaise futurista, documentata sin dagli anni ’10 del ‘900. Qualche esempio: nel 1913 una delle due primissime prove di Antonio Gramsci come giornalista, sotto lo pseudonimo Alfa Gamma, sul torinese “Corriere universitario”, è proprio dedicata a una apologia del Futurismo; nel 1914 ad Alessandria il socialista Duilio Remondino pubblica il volumetto Il futurismo non può essere nazionalista (ma secondo uno specialista come Michel Antony anche un altro illustre alessandrino, Carlo Carrà, fu incontestabilmente  “en peinture, l’élément le plus proche de l’anarchisme parmi les grands noms du futurisme”); nel 1916 il repubblicano, e luciniano, Terenzio Grandi pubblica il suo saggio Il futurismo tipografico. Tutte prove di un apporto subalpino, “da sinistra”, al Futurismo. Vocazione eccentrica che sarà confermata anche nella fase del Fascismo nascente e montante, a fine anni ’10 e nei primissimi anni ’20. Altri esempi: Gramsci, ancora una volta, sia in corrispondenze intrattenute con esponenti comunisti sovietici come Trotzky e Lunaciarskij, sia su “L’Ordine nuovo”, ribadirà la portata rivoluzionaria del movimento futurista, e lo stesso foglio promuoverà una visita di operai torinesi alla mostra futurista del 1922 al Winter Club nella Galleria Subalpina. Mostra che -promossa e partecipata da altri personaggi di sinistra come Franco Rampa-Rossi, Duilio Remondino, Alfonso Leonetti, e l’operaio tipografo Carlo Frassinelli teorizzatore di una Rivoluzione grafica, costituisce un estremo tentativo di alleanza tra avanguardie estetiche e proletarie nell’anno della Marcia su Roma. Lo stesso anno nel quale a Torino viene pubblicata dall’Istituto di Cultura Proletaria la plaquette di 1+1+1=1  Dinamite. Poesie proletarie. Rosso+Nero (uno di quei tre anonimi autori era  Fillia, il fondatore un anno dopo, nel 1923, con Bracci e Pozzo, dei Sindacati Artistici Futuristi, la cui ideologia è ancora “proletaria”). Questo rarissimo libretto, mai prima d’ora pubblicamente esposto,  sarà una “pietra angolare” della costruzione della mostra, assieme ad altri testi politici, artistici, e architettonici (difatti il cosiddetto “secondo futurismo” torinese di distinse, a livello nazionale e internazionale, per una straordinaria attività nel transmitting architecture , nel diffondere la cultura architettonica “avanguardista”).

MATERIALI E PROTAGONISTI  DELLA MOSTRA
Per quanto riguarda l'architettura e la grafica, in mostra saranno visibili alcuni importanti lavori, tra i quali lo straordinario, celebre quadro Cosmopoli del 1925, di Ugo Pozzo (1900-1981), fondatore nel 1923 del Gruppo Futurista Torinese. Ma la massima parte dei documenti raccolti in mostra -alcuni, di valore storico incalcolabile- relativi ai temi sovra citati sono rarissime pubblicazioni provenienti dalla collezione, unica al mondo, di Pablo Echaurren e  Claudia Salaris. Da un lato una grandissima e autorevolissima studiosa del Futurismo i cui scritti sono un riferimento obbligato per ogni cultore del movimento; dall’altro  una poliedrica figura intellettuale alla quale però la mostra vuole rendere omaggio non soltanto per il suo benemerito ruolo di collezionista, ma anche per quello di artista, e “antagonista”. Infine saranno mostrati   quadri, grafiche, arazzi e mosaici di Pablo Echuarren, con il quale si solleva  la questione  di una possibile “eredità”, non formale ma spirituale, del Futurismo, evidenziando riprese, dal secondo dopoguerra sino ai giorni nostri, della sua ambiguità ideologica, nel suo “pensiero laterale” e destabilizzante. Pablo Echaurren sarà “illustrato” anche  con la ricostruzione di capitoli della sua attività che rappresentano un contributo singolare alla costruzione di un nuovo “rivoluzionario” progetto politico-culturale. La “lezione magistrale” di Echaurren non riguarda solo la sua pratica democratica delle arti applicate o le sue graphic novel  dedicate a Marinetti e Majakovskij, Evola e Pound ma anche sue produzioni politico-artistiche  border line svolte dal ‘68 e dal ’77 sino a oggi: dalle collaborazioni con  quegli “indiani metropolitani” che Maurizio Calvesi vide come una sorta di replicanti Futuristi a quelle con i Mutoidi a Torino in occasione di Artigiano metropolitano; dalle esperienze creative svolte con Renato Curcio e Giusva Fioravanti agli interventi su  variegate  testate politiche, da “Lotta continua” a “Carta”. Echaurren insegna che occorre andare Al di là del comunismo (che è anche il titolo di uno scritto del 1920 di Marinetti) e del Fascismo, senza però adeguarsi a un mercificato “pensiero unico”, dominante anche nelle arti. E così si torna a Torino e a una sua intelligenza “eccentrica” e minoritaria, ancor oggi, con l’ attiva presenza di un filosofo come Costanzo Preve, di formazione marxista e tra i primi a cercare nuovamente un superamento della contrapposizione destra-sinistra. Insomma, secondo il titolo volutamente e ironicamente cheap di un testo introduttivo alla mostra di Enzo Biffi Gentili, direttore del MIAAO, si tratta un po’ di Nostalgia canaglia: del Futurismo, e, come dice nel refrain la canzoncina, “di un paese che sogna e che sbaglia”… Un certo tipo di sbagli, certo,  non deve più essere più commesso, ma tuttavia oggi è troppo assente un reale  “impegno” culturale, il mondo è divenuto ideologicamente troppo smorto…

IL CATALOGO DELLA MOSTRA
Il catalogo della mostra  è prodotto con l’Ordine degli Architetti di Torino PPC di Torino e Provincia e della sua Fondazione e con la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino e Provincia e sarà edito come “giornale da collezione” in 1000 copie intitolato AfterVille. Rosso+Nero, con un poster di Pablo Echaurren appositamente realizzato per il Centenario del Futurismo. Agli intervenuti al vernissage, il 20 febbraio 2009  dalle ore 18, verrà fatto omaggio del giornale-poster, firmato e dedicato ad personam dall’ artista stesso.


PERIODO DI SVOLGIMENTO E ORARI DELLA MOSTRA
La mostra si svolgerà dal 20 febbraio al 5 aprile 2009, con orario 16-19,30 dal martedì al venerdì; 11-19 il sabato e la domenica, il lunedì giorno di chiusura. L’ingresso è libero.