UGO LA PIETRA. ABITARE LA CITTÀ

 Il futuro di ieri: per una nuova radicalità

 

Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi, Galleria Sottana

 5 - 27 novembre 2011

 

Si riavvia la stagione espositiva del MIAAO, il 5 novembre 2011, con una scelta “radicale”. una mostra dedicata a particolari aspetti, storici e contemporanei, del corpus dell’opera eclettica di Ugo La Pietra, che seleziona, per campioni, suoi interventi e progetti nello spazio urbano e nelle aree metropolitane dagli anni ‘60 al 2011. Aspetti attualissimi, e non soltanto dal punto di vista del cosiddetto “sistema delle arti” perché anche evidentemente connessi alla public art, ma soprattutto a una fase di gravissima crisi politica, economica e sociale. Basti pensare ai titoli di alcune sue ricerche, non a caso iniziate intorno al 1968, come Il sistema disequilibrante, Abitare è essere ovunque a casa propria, Periferia urbana: qualità e quantità, e ai fenomeni di nuova contestazione e antagonismo clamorosamente emersi nelle periferie francesi e inglesi e, per restare qui da noi, al polemico e duro confronto sulla FIAT o sulla TAV. Oppure alle sue recentissime Tavole senza legge, che intervengono in un dibattito conflittuale sulla “globalizzazione” -a esempio sul fatto che ormai davvero La Cina è vicina- apparentabile, in altre modalità espressive, alla requisitoria dello scrittore ed ex industriale Edoardo Nesi nel suo libro Storia della mia gente, Premio Strega 2011.

Vi sono inoltre almeno tre ulteriori concomitanti ragioni alla base di questo omaggio a La Pietra.

Ugo La Pietra, dal Sistema disequilibrante: Il Commutatore, 1970, installazione, misure variabili.

 

La prima è l’occasione della recente pubblicazione di un importante libro per i tipi di Allemandi, intitolato Abitare la città, di questo creatore polimorfo. Quindi difficilmente definibile e riducibile a una sola “specializzazione”: La Pietra è infatti insieme artista e architetto, designer e musicista, e così via. E non si tratta solo di virtuosismo, ma di una deliberata e consapevole presa di posizione politico-culturale, dichiarata sin dagli inizi degli anni ’70: «Dal 1960 conduco una serie di ricerche a livello teorico, con precipitazioni progettuali, che hanno teso alla distruzione delle discipline, così come sono state sempre sostenute da coloro che hanno sfruttato queste separazioni fittizie come luoghi più facilmente controllabili per una progressiva presa di potere».

 

Ugo La Pietra, dalle Tavole senza legge: Non grattate…, 2011, tecnica mista su tavola, cm 80x80 circa.

 

In secondo luogo, la mostra viene inaugurata nel contesto di Artissima ed è particolarmente coerente con la meritoria iniziativa del suo direttore Francesco Manacorda denominata Back to the Future, una serie di personali dedicate ad artisti affermatisi tra gli anni ’60 e ’70, “che meritano oggi un’attenzione speciale per via della vicinanza delle loro pratiche con gli sviluppi artistici più contemporanei”. Senonché, La Pietra, tuttora attivissimo, in alcune di quelle pratiche prosegue.

Infine, va segnalata una terza coincidenza: di La Pietra sono presenti alle OGR, nell’ambito di Italia 150 e dell’esposizione Il futuro nelle mani. Artieri domani che chiuderà il 20 novembre, anche alcune recentissime Tavole senza legge, che rinnovano la sua storica “radicalità” (ed è il motivo del sottotitolo della mostra del MIAAO: Il futuro di ieri: per una nuova radicalità). La Pietra difatti fu anche esponente della cosiddetta “architettura radicale” fiorita negli anni ’60 e ‘70, ma in posizione isolata, e non ancora sufficientemente riconosciuta. Forse per il suo rifiuto, come ha sottolineato Marie-Ange Brayer, dell’approccio più pop e “mediatico” dei gruppi fiorentini Archizoom e Superstudio e per un suo maggiore, seppur sempre ironico, “impegno” politico culturale (la Brayer è direttrice del FRAC Centre di Orléans, che ha dedicato a Ugo La Pietra la mostra Habiter la ville e ha acquisito diversi suoi lavori: altro caso di maggiore percezione, dopo quello di Carlo Mollino, del valore di alcuni eccentrici maestri del progetto italiani da parte dei nostri cugini transalpini).

 

Ugo La Pietra, dalle Tavole senza legge:  Artefatti cinesi, 2011, tecnica mista su tavola, cm 80x80 circa.

 

Il sottotitolo di questa mostra inizia con la locuzione Il futuro di ieri, traducibile in inglese Yesterday’s Tomorrow, per dichiarare la flagrante attualità di quell’impegno. Che i due curatori interpretano, anche ideologicamente, differentemente. Enzo Biffi Gentili sottolinea il fatto che Ugo La Pietra ha dedicato una delle sue ultime tavole all’ Ezra Pound di Contro l’usura, e rammenta che per Nietzsche “ognuno diviene quello che è”… Mentre Luisa Perlo ricorda che Yesterday’s Tomorrow è anche il titolo di una canzone del gruppo melodic hardcore It Prevails, una cui strofa fa: «Anche se tempi difficili sembrano incombere di noi,/ vedo una luce avanti ora,/ ed è giunto il momento per ognuno di noi di andare,/ e imparare,/ e diventare ciò che abbiamo sempre sognato».

La Pietra, per questa referenza musicale, non si è adontato: egli stesso è strumentista, e di valore. Anzi, la sera dell’inaugurazione dalle ore 21.30, si esibirà nell’ Oratorio di San Filippo Neri, contiguo al MIAAO, al clarinetto, assieme alla Global Jazz Gang, della quale è front man...

 

Ugo La Pietra, dalle Tavole senza legge: Contro l’usura, 2011, tecnica mista su tavola, cm 80x80 circa.

 

SCHEDA DI MOSTRA

 

UGO LA PIETRA. ABITARE LA CITTÀ

Il futuro di ieri: per una nuova radicalità

 a cura di Enzo Biffi Gentili e Luisa Perlo

 

 Progetto di allestimento

Ugo La Pietra con Studio Kha

 

 Luogo

 MIAAO .Galleria Sottana. via Maria Vittoria 5. 10123 Torino

 

 Periodo di svolgimento

 da sabato 5 novembre a domenica 27 novembre 2011

 

Orari

 dal martedì al venerdì ore 16.00-19.30; sabato e domenica ore 11-19.30; chiusura il lunedì

 

Inaugurazione

 sabato 5 novembre 2011, dalle ore 18 alle 24

 

Info

 

MIAAO T ++39 011 561 11 61

 Mail miaao.museo@gmail.com