ASTRAZIONI ASTRALI di SERGIO CASCAVILLA

e altre DecAstrazioni dalle collezioni del MIAAO

 

Museo Internazionale delle Arti Applicate oggi, Galleria Sottana

20 aprile - 3 giugno 2012

 

La personale di Sergio Cascavilla al MIAAO sembra porre la questione di una “nuova astrazione”, addirittura di una new abstraction of the future, come ironicamente annuncia il sottotitolo scelto dall’artista, ma che per essere davvero nuova dovrà coniugarsi con la decorazione. Così, da un lato Cascavilla mira alla “decostruzione” delle ambizioni e interpretazioni metafisiche, o scientiste, o psicanalitiche o razionaliste presenti nelle varie manifestazioni storiche di “astrazione”; dall’altro afferma la necessità di consumare un rapporto con la “ornamentazione”, in un accoppiamento sino a ieri innominabile, se non in alcune prove di “design pittorico” degli anni ’80 del suo amico Alessandro Mendini, che tuttavia era dichiaratamente avverso al “buon gusto”. Mentre il lavoro di Cascavilla è caratterizzato da un’alta qualità e raffinatezza formale e materiale, e gran perizia tecnica e manuale. I nuovi apparati plastici di Sergio Cascavilla sono infatti eccellenti, con le loro sagome e cromie suadenti, e le loro forme tonde, allusive a venustà femminili, nuovi fenomeni di un inconsueto “erotismo dell’arte astratta”, già supposto da Enrico Crispolti in un suo saggio del 1969.

 

 

La “svolta astratta” di Cascavilla è quindi relativa, perché allusiva, un po’ narrativa e decorativa, conservando tracce del suo precedente linguaggio “figurativo”, delle sue sofisticate graphic novels. Difatti al MIAAO espone anche divertiti “figurini”, per suggerire e autorizzare una immediata “applicazione” alla moda dei suoi nuovi stilemi astratti. In un esito felice che vuole rammentare la rivoluzione cromatica e formale degli anni ’50 e ’60, soprattutto quella dell’ “avanguardia popolare” (con testi di riferimento come i cataloghi Postal Market, i fumetti, le scenografie delle trasmissioni televisive, le grafiche delle copertine dei dischi dell’epoca). In una radicalità smart e un gusto neocamp che dovrebbero far parlare non tanto di un’operazione di “decostruzione”, o di Destruktion, che sono ancora termini filosofici “difficili” (tra Heidegger e Derrida), ma di DecAstrazione, neologismo relativo sia al predire un progressivo futuro decorativo sia al “dare un taglio” a troppe immotivate pretese concettuali, ancora pateticamente resistenti nell’arte attuale.

 

 

Per queste ragioni, accanto ai nuovi lavori di Cascavilla, saranno esposte altre DecAstrazioni provenienti dalle collezioni del MIAAO: a partire da foulards vintage Pop-op scelti da Carlotta Petracci/White, da Balenciaga a Roberta di Camerino, da Pierre Cardin a Daniel Hechter, e da ceramiche del secondo dopoguerra selezionate da Enzo Biffi Gentili rappresentative di una pop-abstraction (ripresa nelle sperimentazioni recenti di giovani come Undesign, Vito Ferro, Francine Triboulet, Marie-Alix Besnard, e da street artists come El Tono). Ma ci saranno anche opere dei pittori Luciano Lattanzi e Werner Schreib, protagonisti di una “astrazione semantica” e una Neue Ornamentik già alla fine degli anni ’60 del ‘900; e lavori di grafici e illustratori come Erberto Carboni, Franco Grignani, Nino Di Salvatore, Alberto Longoni, Fabio Sorano ordinati da Undesign.

 

 

La sera del giorno di inaugurazione della mostra, che contesta gerarchie artistiche tuttora vigenti, si terrà la performance di una “officina sonora” (proseguendo quindi al MIAAO in quella ricerca sulle Officine Sonore Italiane iniziata nel 2011 da Enzo Biffi Gentili alle OGR per Italia 150 nell’ambito della mostra Il futuro nelle mani. Artieri domani con i concerti di Capone&BungtBangt, Catubam, Alessia Mattalia & Band Alabastrina, Officine Schwartz). Protagonista il gruppo bolognese Volkwerk Folletto, che utilizza strumenti impropri come aspirapolvere e aerosol, per una critica delle solite “audiogerarchie” (ma anche di gerarchie politiche ed economiche: Volkwerk Folletto tra i suoi “cattivi maestri” iscrive Toni Negri). Insomma, con Volkwerk Folletto e Sergio Cascavilla, con suoni domestici-fantascientifici amplificati da dispositivi non convenzionali e con l'astrazione astrale, il pubblico parteciperà a un trip sensoriale che si preannuncia “spaziale”…

La mostra è inserita del programma ufficiale del Festival Architettura in Città 2012 promosso dall’ Ordine degli Architetti PPC di Torino e Provincia e dalla sua Fondazione perché anche la cultura del progetto dovrà pur rendersi conto che l’ornamento non è più un delitto. E perché la DecAstrazione, l’astrazione decorativa, applicabile a esterni e interni urbani, può decostruire un pensiero speculativo responsabile di troppo “scatolame” architettonico, anche quando di “archistar”.