VISUAL HANDJOBS & BOOKBUILDERS

 Nuovi artieri grafici e librari

 

a cura di Enzo Biffi Gentili con Valeria Cambareri

 Museo Internazionale della Arti Applicate Oggi, galleria Sottana

 16 maggio - 2 giugno 2013

 

La cultura del progetto oggi è quasi completamente “informatizzata”. Eppure secondo molti giovani progettisti, designer e architetti, le tecniche di stampa digitale, Fine Art compresa, non riescono ancora a garantire le stesse rese cromatiche di procedimenti tradizionali come la serigrafia, né gli stessi spessori d’inchiostri, né la medesima difesa dall’esposizione alla luce. In Francia, all’avanguardia in questa reazione, per queste nuove pratiche artigiane viene adottato -a esempio dal gruppo Dezzig- un termine appropriato: sérigraphisme, ovvero il graphisme, cioè il graphic design, più la sérigraphie. Nell’intento di creare posters quasi sempre autoprodotti in tiratura limitata, per assicurare la stessa smagliante qualità della stampa en aplat della serigrafia su carta pregiata.

Dugudus, Travailleurs consumables, maggio 2009, pochoir a 8 passaggi realizzato in 4 esemplari, 70x50 cm. Courtesy MIAAO.

Di Visual Handjobs la mostra quindi prima di tutto tratta, intesi come desideri estetici manualmente autosoddisfatti, come pratiche nominabili. Ma oltre alla nostalgia per l’autonomia artigiana e tecnica, in molti protagonisti dell’esibizione si nota quella per certa perizia compositiva: sono infatti evidenti diversi hommages a grandi autori di manifesti dagli anni ’30 ai ’60, ed emulazioni di alti modelli di architettura tipografica. È il caso, tra i grafici partecipanti alla mostra, degli statunitensi Aesthetic Apparatus e DKNG, dei torinesi Undesign e Nucleo, dei bretoni Dezzig e Thibault Le Guillou. Oppur emerge, in altri transalpini, il rimpianto politico per una “ManifestAzione” -basti ricordare le prove serigrafiche del ‘68 francese, della Primavera di Praga, di Cuba - ed è il caso di Andric Cardin e di Régis Léger aka Dugudus, con le loro nouvelles affiches d’utilité publique.

 

Paolo Berra, Peace, 2012, serigrafia a otto colori su carta Pescia da 350 gr, 70 x 50 cm.

Courtesy SSAA/MIAAO.

 

E anche i Bookbuilders, i creatori di “BricoLibri”, che sovente sono pure Visual Handjobs Addicts, indulgono in questi approcci manuali virtuosi, esibendo eccellenti prove politecniche e polimateriche. E sono, in mostra, le napoletane edizioni de Il Filo di Partenope su carta d’Amalfi impastata con sabbie, sale, caffè, gusci di nocciole, e ancora, limitandosi in alcune anticipazioni solo ai piemontesi, i Print About Me, i Malleus, Il Laboratorio di Bruno Nardini con i suoi libercoli fotografici stampati in camera oscura, Enrico Frignani, Riccardo Di Stefano dell’Accademia Albertina e infine, in un salto all’indietro di qualche generazione, Laura Castagno e Leonardo Mosso e Sergio Jaretti, architetti, con le loro riviste autoprodotte “Lettera” e “Il Pensatoio”…

 

Dugudus, Face au mur,  novembre 2011, affiche stampata dall’autore in serigrafia a 3 colori in 85 esemplari dei quali 10 su carta da 300 gr, 45x65 cm. Courtesy SSAA/MIAAO.