FRANCO FERRERO: CHAIRS 1984-2014

 con UNDESIGN: TIPI SEDUTI

 Verifiche sulle arti del sedere

 

Torino, Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi, Galleria Sottana

 31 ottobre - 21 dicembre 2014

 

Da due lustri si è affermato un nuovo “genere” artistico: quello dell’art-design (o design-art che dir si voglia). Basti pensare al lavoro di Ambra Medda per Design Miami, iniziato nel 2004 con Craig Robins, che quindi quest’anno celebra il decennale, e ai rapporti con Art Basel, la fiera d’arte più importante del mondo. Un fenomeno interdisciplinare divenuto di moda, ma che il MIAAO vuole affrontare, pur nei giorni della fiera torinese Artissima, dal punto di vista critico, non commerciale.

 

Infatti già vent’anni fa il direttore del MIAAO, Enzo Biffi Gentili, aveva curato a Torino alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, e a Barcellona alla Pia Almoina per la Primavera del Disseny una mostra intitolata La sindrome di Leonardo. Artedesign in Italia 1940-1975 (il catalogo omonimo fu edito da Allemandi, Torino 1995). Oggi Biffi Gentili torna sull’argomento proponendo una mostra principalmente dedicata ad artefatti quasi completamente inediti progettati e fatti realizzare da Franco Ferrero -noto soprattutto come fondatore degli Eredi Brancusi- nel corso di circa trent’anni.

 

Foto Plinio Martelli.

 

Si tratta di sedie per modo di dire, perché il titolo che Ferrero ha voluto dare a questa sua mostra è Chairs, ma invitando a leggerlo con due diverse pronunce, inglese e francese: sedie dunque, ma anche carni. Perché il suo è un caso di progetto borderline non solo dal punto di vista disciplinare, ma esistenziale: Ferrero infatti da molti anni svolge anche attività di consulenza presso una comunità terapeutica, Il Porto Onlus di Moncalieri, che si occupa di disturbi da psicosi e disturbi della personalità. E le sue sedie -oggetti simbolici prima che funzionali- hanno a che fare sempre con il perturbante: con problemi di “equilibrio” e di identità, di comportamenti sessuali, con questioni di critica economica-sociale, e alludono a una imagerie della violenza, e del destino ferale (sino al recupero di forme derivate da sedie da tortura, come le “culle di Giuda” acuminate, o qualche strumento da impalamento). Oppure, con frequenti troni e cattedre e scranni, inducendo a riflessioni sugli attributi del potere, religioso e politico, invitando a usarli come “stalli” (in una pratica della “ambiguazione”: lo stallo è un tipo di seduta, ma anche una situazione di “blocco”).

Franco Ferrero, Trono dello sguardo, 1990, ferro e legno, 240x170x41 cm.

 

Tuttavia, in questi lavori di Ferrero resiste anche l’ironia, un lascito degli Eredi Brancusi; e nella loro realizzazione colpisce la maestria: sono stati infatti tutti foggiati in una officina di carpenteria metallica e meccanica da un artiere davvero eccellente del Piemonte, Cesare Dellavalle da Bra.

 Insomma, le Chairs di Franco Ferrero sono la scoperta di un altro “primato dei piemontesi”: hanno prefigurato una art-design, ma che non ha prenotato il suo “stallo” nella attuale “area mercatale”… (un positivo “revisionismo” dovrà anche prima o poi rivalutare le sedie-troni costruite, nella sua cascina a Rovasenda, dallo scomparso Urano Palma, altro esponente di un “pensiero laterale”).

 

Franco Ferrero, Trono del transito, 1992, ferro, 208x54x29 cm.

 

Un primo hommage dichiarato a Franco Ferrero e altri artisti-designer eccentrici delle generazioni precedenti è quello tributato dai giovani grafici Undesign, che in occasione di questa mostra hanno appositamente creato una installazione intitolata Tipi seduti, che occupa le preziose librerie lignee fabbricate per il MIAAO da un altro artiere illustre, Giuseppe Rivadossi. Si tratta di caratteri-mobili, di un alfabeto trasformato in elementi d’arredo, sino a comporre le nuove parole di una “arte del sedere” (altra, più divertita, ambiguità, che comunque qui, anche per Franco Ferrero, ci sta).

 

Franco Ferrero, Pere, la chaise, 2013, ferro, 84x12x12 cm.

 

GLI ARTISTI

 

Franco Ferrero, nato a Torino nel 1951, vive e lavora a Bra. Nel 1992 è tra i principali promotori  del gruppo di artisti Eredi Brancusi, decollato nel 1995 con la personale allestita presso la Galleria di San Filippo Neri a Torino. Da quel momento il gruppo viene invitato a molte mostre a livello nazionale e internazionale, destando attenzione per un lavoro basato su riletture ironiche della storia delle avanguardie e presentazioni di loro pseudo-memorabilia. Dal 2003 la loro presenza espositiva si dirada, mentre è recente la loro rentrée con la mostra Le camere oscure del 2014 nella Chiesa di San Francesco a Cuneo, che ha sottolineato anche un’anima “gotica” del gruppo, già manifestata con l’erezione di un “cimitero d’invenzione” a Pocapaglia. Come artista solista, Franco Ferrero si era dedicato a partire dalla metà degli anni ’80 alla progettazione di eccentrici e scultorei arredi ferrigni in esemplare unico -soprattutto sedute, ma anche altra mobilia-  accumulati per quasi trent’anni in un suo “guardaroba” segreto, che solo oggi, al MIAAO, viene rivelato.

 

Undesign è uno studio grafico fondato dagli architetti Michele Bortolami e Tommaso Delmastro nel 2003 a Torino. Lo studio, dalla riconosciuta eccellenza professionale -tra l’altro è stato selezionato per la XXIII edizione del Compasso d’Oro dell’ADI- si è caratterizzato per frequenti  violazioni dei confini disciplinari, con lavori anche autonomamente prodotti, su temi “politicamente scorretti”: l’iconografia di fascismo e comunismo, dell’antagonismo, dell’esoterismo, ma anche dell’erotismo,  sovente trattato con umorismo.